Matilde Leonardi, Direttore UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità e Coma Research Centre, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano; Paolo Manganotti, Direttore della Clinica Neurologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ospedale di Cattinara, Università di Trieste. Introduce Mauro Ceroni, Professore di Neurologia all’Università degli Studi di Pavia.

Sleeping Beauty: la Cura dei Pazienti in Coma e il Rapporto Coscienza/Cervello

Uno degli incontri dell’Arena BRAIN 2019

“What’s in our brain? La meraviglia del cervello umano” è il titolo dell’arena allestita in esclusiva alla quarantesima edizione del Meeting di Rimini dal 18 al 24 . L’esposizione e gli incontri che avverranno nell’arena sono curati da Camplus e da associazione Euresis. Camplus è il primo provider di housing per studenti universitari in Italia: oggi gestisce circa 7 mila posti letto in tutto il Paese ed è presente in 12 città italiane oltre che in Spagna, con una struttura a Pamplona; Euresis è una associazione no profit che si occupa  della promozione e dello sviluppo della cultura e del lavoro scientifico.

Exhibit, filmati, dibattiti interdisciplinari e neuroscienziati di fama internazionale come Marco Bersanelli, ordinario di Astronomia e Astrofisica all’Università di Milano, Egidio d’Angelo, membro della Direzione scientifica dello Human Brain Project, Vittorio Gallese, neurologo presso l’Università di Parma, Matilde Leonardi, direttore del Disabilità e coma Research centre presso l’istituto Besta di Milano, Alessandro Farini, responsabile del Visual optics lab del Cnr a Firenze, saranno i personaggi che i visitatori potranno incontrare all’interno dello spazio Arena Brain D3, luogo di approfondimento libero con testimoni ed esponenti del mondo che ruota attorno alle neuroscienze.

“Ogni anno studiosi, scienziati e ricercatori portano avanti analisi e studi sul cervello cercando di rispondere ai numerosi misteri che ancora oggi circondano questo organo meraviglioso –  commenta Maurizio Carvelli, ceo e founder di Camplus – Camplus oggi raccoglie la sfida di affrontare tale argomento incontrando “il popolo del Meeting”, invitando neuroscienziati ed esperti per farci aiutare nell’esplorazione di questi territori. In sintesi, il nostro è stato lo sforzo per creare una narrazione in grado di trasmettere passione e spirito scientifico ai nostri visitatori, coinvolgendoli in un percorso da cui non si può non uscire con domande ancora più profonde sulla natura del nostro cervello. Il tema del Meeting di quest’anno “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi” ci sembra, fra l’altro, in linea con i contenuti della mostra”.

Obiettivo dell’iniziativa non è solo quello di fornire risposte pre-confezionate ai visitatori, ma soprattutto stimolare domande cui l’uomo non ha dato ancora risposta ma che si rivelano sempre più profonde e urgenti. Conoscere nel dettaglio il substrato materiale delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri modifica in qualche modo la concezione che abbiamo di noi stessi? Il fatto che non ci sia un solo pensiero o moto dell’anima che non sia legato ad una attività cerebrale, e quindi al nostro corpo, restringe lo spazio del nostro io? Coscienza e libertà sono riducibili a neuroni e sinapsi?  Che cosa trasforma il segnale che arriva al cervello, processato da una finissima attivazione di miliardi di sinapsi e circuiti cerebrali, nell’esperienza soggettiva?

Sono solo alcuni degli interrogativi che verranno condivisi da neurologi, scienziati e filosofi con chi vorrà visitare la mostra, evitando spiegazioni affrettate e con la consapevolezza che la peculiarità dell’esperienza umana ha in sé qualcosa di non riducibile al substrato biologico che la permette.