26 agosto 2019

#Io e #Albert. Trenta anni fa ho avuto per tre anni il privilegio di fare l’interprete per Albert Sabin quando veniva in Italia. Era stato un incarico informale che come giovane medico avevo accettato con gioia poiché potevo stare a fianco del mio mito. Era accompagnato da sua moglie che lo aiutava in tutto. Un uomo viziato e simpaticamente burbero. In dei momenti timido in altri simpatico istrione. Non era geloso di Salk,  poiché era consapevole che il suo vaccino orale era nettamente superiore. Diceva che la gente credeva lui avesse avuto il Nobel per la medicina e gli facevano sempre i complimenti per il Nobel ma non glielo avevano mai nemmeno proposto e lui quindi, in fondo deluso,  si autodefiniva il Nobel non assegnato più famoso.  Mi ha insegnato un trucco che lui faceva con i bambini e che usai quando ero pediatra. Quando doveva fare una Puntura lombare a un bambino lui mostrava il siringone per lavare le orecchie e diceva ‘se non riesco con questa siringa piccola dovrò usare questa grossa’ . I bambini terrorizzati dal Siringone stavano immobili con la vera siringa!   Lui era meraviglioso con i bambini, tenero, e ho impagabili foto di mia figlia Elena con lui. Mi ha insegnato, nei bellissimi giorni che ho avuto il privilegio di passare con lui,  che ‘ invecchiare non è per codardi’ frase che da allora tengo in me con il suo ricordo. Assieme a questa foto di noi due in piscina!!