Abbiamo vinto un nuovo progetto di ricerca. Si chiama EMPOWER. Qui ci facciamo immortalare tutti assieme perché quando uno vince un progetto di ricerca è il gruppo che vince. E ringrazio tutti loro. Non tolgo il merito individuale ma io non coltivo l’individualismo perché ho troppi colleghi maschi, e diverse donne, che fanno dell’individualismo la loro droga. Nel mio team no, noi coltiviamo l’individuo. Sono un capo autobus. Si sale si impara si diventa un ricercatore  e talvolta si scende. In 18 anni al Besta ho avuto tanti ricercatori. Oltre 30 di loro dopo un periodo con me sono in giro in altri centri, molti sono bravi. Nessuno dei miei è rimasto senza un lavoro. Altri contribuiscono al successo e condividono i fallimenti da anni. Alberto Raggi, Davide Sattin, SIlvia Schiavolin, Chiara Scaratti assieme alla insostituibile Barbara Maistrello  sono da anni colonne. E poi ci sono Erika Guastafierro, Fabiola Silvaggi, Emanuela Sansone, Claudia Toppo, Michela Eingenman, Francesca Magnani.  La più giovane ha 24 anni, e ogni tanto arriva un figlio che porta sempre giovinezza nella vita anche se non è  tuo! Ho raccolto idee entusiasmo paure stanchezza risate lacrime. E loro spesso hanno raccolto questo di me. Abbiamo studiato assieme e studiamo ogni giorno. I più vecchi aiutano i più giovani, da sempre è così, e l’obiettivo è cercare di trovare ogni giorno qualche cosa che possa aiutare i pazienti. Non abbiamo adesso dei letti perché come unità trasversale lavoriamo con tutti i pazienti neurologici in tutti i reparti,  i nostri pazienti specifici sono quelli con disordini della coscienza che sono in tanti centri a Milano e fuori.
A nessuno dei ricercatori del Besta possiamo garantire un posto di lavoro stabile, sicurezza, e questo è durissimo, per loro ma anche per me. Condivido la nostra foto, con orgoglio e ringraziandoli tutti, perché non so se a tutti ho insegnato a costruire una barca, ma a tutti, parafrasando saint exupery, son quasi certa di.. aver  dato la nostalgia del mare e del navigare. E loro navigano.