Intervista a Matilde Leonardi, neurologa, Direttore del Coma Research Centre

di Valeria Vantaggi- VANITY FAIR /2 Leonardi.vanityfair

Quando ha capito che avrebbe fatto il medico?

«Mio padre dice che la prima volta l’ho detto verso i 4 anni dopo che il nostro medico di famiglia di allora, quasi 50 anni fa, il dottor Piero Gennari, venne a fare una visita a domicilio. Da allora ho sempre detto non che avrei fatto ma che sarei stata un medico. E così è, io sono un medico, non faccio il medico».

Dove ha cominciato a lavorare? Facendo che cosa?

«Mi sono laureatain Medicina, a Modena. La mia prima specialità è Pediatria, ma il mio grande amore però è sempre stata la Neurologia, che è la seconda specialità che ho preso negli anni novanta all’Aquila, per colpa, o merito, del professor Faglioni di Modena. Al quinto anno di Medicina, alla mia prima lezione di neurologia, entrò in aula con un foulard in testa e recitò la parte di una signora anziana che in dialetto modenese veniva da noi medici (decine di studenti attoniti seduti nell’aula semicircolare) e, descrivendoci i suoi sintomi, ci chiedeva una cura per i suoi problemi nel camminare. Ricordo che pensai ”qualunque cosa possa essere insegnata così, lafarò”. E così è stato, e ora che insegno neurologia in Università cerco sempre di trasmettere la passione che a me è stata trasmessa. Sono entrata in ospedale come pediatra giovanissima a Torino, poi ho vinto un concorso all’OMS a Ginevra come neurologa(e come tale lavoro al Besta a Milano) e questa esperienza ha segnato per sempre il mio percorso professionale. Mi sono innamorata delle possibilità di curare tantissime persone grazie alla sanità pubblica»