Sono nata a Pesaro, vivo e lavoro a Milano. Sono laureata in Medicina con due specializzazioni in Neurologia e Pediatria e mi sono perfezionata in Neonatologia, Neurologia pediatrica e Bioetica. Attualmente lavoro all’Istituto Neurologico "C. Besta" di Milano, nella Direzione Scientifica, e da anni mi occupo dei temi della disabilità. Faccio parte del Comitato di Direzione del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica. Ho due insegnamenti in Neurologia, Salute pubblica e Disabilità in una Laurea Specialistica dell’Università Cattolica di Milano. Coordino diversi progetti europei, tra cui il progetto Mhadie (Measuring Health and Disability in Europe) e sono membro della Commissione Ministeriale Salute e Disabilità. Recentemente ho contribuito ad elaborare e a portare ad approvazione la versione dedicata ai bambini della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della salute (ICF) promossa dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità.
La rivoluzione dell’ICF
"Una società giusta, non deve ignorare i bisogni di cura: deve elargire le cure necessarie a chi ha bisogno e considerare adeguatamente l’onere che grava sulle persone che provvedono a dispensarla. Ogni teoria della giustizia che intende farsi carico del problema della disuguaglianza ha bisogno di considerare in modo adeguato tutte le condizione di bisogno, di dipendenza e di cura che caratterizzano la vita umana, e in particolare, in molti Paesi, delle donne, delle bambine. Se è vero che spesso i bambini con disabilità sono sottoposti a discriminazione, in una società giusta sarà necessario progettare un maggior numero di facilitatori."
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