Caro Signor Crisafulli,
ho attivato tutto quello e tutti quelli che sapevo e potevo attivare. So che avete avuto, almeno questa sera, l’attenzione che cercavamo e che dovrebbe portare voi e le altre famiglie ad avere il risultato di maggiore assistenza che chiedevate. Mi aspetto che ENTRO DOMATTINA compaia sul sito che non solo Salvatore ha interrotto lo sciopero della fame ma che anche TUTTI gli altri hanno ripreso a vivere e lottare con il coraggio che contraddistingue tutti coloro che sono entrati in questo sciopero per disperazione e per attirare l’attenzione.
In questo patto non scritto fra uomini, che abbiamo fatto tra noi sin dal 15 marzo, io mi aspetto che Salvatore inviti immediatamente tutti coloro che lo hanno seguito in questa scelta faticosa di digiuno (e molti hanno invece subito la violenza di una imposizione non richiesta e non voluta) a interrompere subito lo sciopero. In un certo senso il Comunicato stampa del Centro di Bioetica, gli articoli del Foglio, del Corriere e le interviste, oltre che alla attivazione di amici come Guizzetti, hanno portato per lo meno a fare da cassa di risonanza a una giusta protesta. Che può continuare ma in modo che TUTTI vivano e non si sentano soli. So che la Turco vi ha promesso il suo aiuto, non solo a Salvatore ma a tutti. Vediamo assieme cosa succede. Sto mettendo insieme il più grosso network di centri che si occupano di stati vegetativi in Italia. La protesta, le richieste, le proposte, si fanno lavorando insieme: ricercatori, famiglie, pazienti, politici. Per ottenere risultati in Lombardia si è lavorato più di cinque anni. Salvatore può fare molto, per sé ma anche per molte persone come lui. Ne possiamo parlare. Però domani mattina devo vedere sul sito quello che vi ho chiesto. Lo dovete forse un po’ a me e a tutti quelli che credono in voi e che sono con voi. Anche se lontani e sconosciuti. E se pensate che non lo dovete a me, lo dovete almeno a tutti quelli che han seguito e seguono Salvatore nella protesta e per i quali, se ci saranno conseguenze negative, c’è anche la sua responsabilità.
Con simpatia. A domani.
Matilde Leonardi
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