ICF based papers 2002-2019 of Matilde Leonardi, FDRG co-chair

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ICF papers 2002 2019_Leonardi

 

ICF papers 2002-2019

of Dr Matilde Leonardi*

*Director Italian WHO Collaborating Centre Research Branch Besta

Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, Milan, Italy

2016- present elected by WHO FIC as co-chair of the Functioning and Disability Reference Group

Coordinator WHO KIDDAS – assessing functioning and disability in children- Group

 

SLEEPING BEAUTY: LA CURA DEI PAZIENTI IN COMA E IL RAPPORTO COSCIENZA/CERVELLO

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Matilde Leonardi, Direttore UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità e Coma Research Centre, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano; Paolo Manganotti, Direttore della Clinica Neurologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ospedale di Cattinara, Università di Trieste. Introduce Mauro Ceroni, Professore di Neurologia all’Università degli Studi di Pavia.

Sleeping Beauty: la Cura dei Pazienti in Coma e il Rapporto Coscienza/Cervello

Uno degli incontri dell’Arena BRAIN 2019

“What’s in our brain? La meraviglia del cervello umano” è il titolo dell’arena allestita in esclusiva alla quarantesima edizione del Meeting di Rimini dal 18 al 24 . L’esposizione e gli incontri che avverranno nell’arena sono curati da Camplus e da associazione Euresis. Camplus è il primo provider di housing per studenti universitari in Italia: oggi gestisce circa 7 mila posti letto in tutto il Paese ed è presente in 12 città italiane oltre che in Spagna, con una struttura a Pamplona; Euresis è una associazione no profit che si occupa  della promozione e dello sviluppo della cultura e del lavoro scientifico.

Exhibit, filmati, dibattiti interdisciplinari e neuroscienziati di fama internazionale come Marco Bersanelli, ordinario di Astronomia e Astrofisica all’Università di Milano, Egidio d’Angelo, membro della Direzione scientifica dello Human Brain Project, Vittorio Gallese, neurologo presso l’Università di Parma, Matilde Leonardi, direttore del Disabilità e coma Research centre presso l’istituto Besta di Milano, Alessandro Farini, responsabile del Visual optics lab del Cnr a Firenze, saranno i personaggi che i visitatori potranno incontrare all’interno dello spazio Arena Brain D3, luogo di approfondimento libero con testimoni ed esponenti del mondo che ruota attorno alle neuroscienze.

“Ogni anno studiosi, scienziati e ricercatori portano avanti analisi e studi sul cervello cercando di rispondere ai numerosi misteri che ancora oggi circondano questo organo meraviglioso –  commenta Maurizio Carvelli, ceo e founder di Camplus – Camplus oggi raccoglie la sfida di affrontare tale argomento incontrando “il popolo del Meeting”, invitando neuroscienziati ed esperti per farci aiutare nell’esplorazione di questi territori. In sintesi, il nostro è stato lo sforzo per creare una narrazione in grado di trasmettere passione e spirito scientifico ai nostri visitatori, coinvolgendoli in un percorso da cui non si può non uscire con domande ancora più profonde sulla natura del nostro cervello. Il tema del Meeting di quest’anno “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi” ci sembra, fra l’altro, in linea con i contenuti della mostra”.

Obiettivo dell’iniziativa non è solo quello di fornire risposte pre-confezionate ai visitatori, ma soprattutto stimolare domande cui l’uomo non ha dato ancora risposta ma che si rivelano sempre più profonde e urgenti. Conoscere nel dettaglio il substrato materiale delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri modifica in qualche modo la concezione che abbiamo di noi stessi? Il fatto che non ci sia un solo pensiero o moto dell’anima che non sia legato ad una attività cerebrale, e quindi al nostro corpo, restringe lo spazio del nostro io? Coscienza e libertà sono riducibili a neuroni e sinapsi?  Che cosa trasforma il segnale che arriva al cervello, processato da una finissima attivazione di miliardi di sinapsi e circuiti cerebrali, nell’esperienza soggettiva?

Sono solo alcuni degli interrogativi che verranno condivisi da neurologi, scienziati e filosofi con chi vorrà visitare la mostra, evitando spiegazioni affrettate e con la consapevolezza che la peculiarità dell’esperienza umana ha in sé qualcosa di non riducibile al substrato biologico che la permette.

La Donna al Centro della Cura – Donne, malattie neurologiche e la bellissima storia di Sai Padma

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Matilde Leonardi, Direttore UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità e Coma Research Centre, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano; Al minuto 40.45 Donne, malattie neurologiche e la bellissima storia di Sai Padma

Arianna Maggiali, Direttore SOC Ostetricia professionale ASL Toscana Centro;

Giovanni Scambia, Presidente SIGO (Società Italiana Ginecologia Ostetricia),

Franco Bassetto, Consiglio Direttivo SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) Introduce Luigi Cammi, Referente Meeting Salute.

LA DONNA AL CENTRO DELLA CURA

Albert e io: un ricordo di Matilde Leonardi nel giorno della nascita di Albert Sabin

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26 agosto 2019

#Io e #Albert. Trenta anni fa ho avuto per tre anni il privilegio di fare l’interprete per Albert Sabin quando veniva in Italia. Era stato un incarico informale che come giovane medico avevo accettato con gioia poiché potevo stare a fianco del mio mito. Era accompagnato da sua moglie che lo aiutava in tutto. Un uomo viziato e simpaticamente burbero. In dei momenti timido in altri simpatico istrione. Non era geloso di Salk,  poiché era consapevole che il suo vaccino orale era nettamente superiore. Diceva che la gente credeva lui avesse avuto il Nobel per la medicina e gli facevano sempre i complimenti per il Nobel ma non glielo avevano mai nemmeno proposto e lui quindi, in fondo deluso,  si autodefiniva il Nobel non assegnato più famoso.  Mi ha insegnato un trucco che lui faceva con i bambini e che usai quando ero pediatra. Quando doveva fare una Puntura lombare a un bambino lui mostrava il siringone per lavare le orecchie e diceva ‘se non riesco con questa siringa piccola dovrò usare questa grossa’ . I bambini terrorizzati dal Siringone stavano immobili con la vera siringa!   Lui era meraviglioso con i bambini, tenero, e ho impagabili foto di mia figlia Elena con lui. Mi ha insegnato, nei bellissimi giorni che ho avuto il privilegio di passare con lui,  che ‘ invecchiare non è per codardi’ frase che da allora tengo in me con il suo ricordo. Assieme a questa foto di noi due in piscina!!

Malattie Croniche e Lavoro: il progetto CHRODIS Plus. Intervista con la Dr.ssa Matilde Leonardi

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La UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità ha vinto il progetto europeo EMPOWER

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Abbiamo vinto un nuovo progetto di ricerca. Si chiama EMPOWER. Qui ci facciamo immortalare tutti assieme perché quando uno vince un progetto di ricerca è il gruppo che vince. E ringrazio tutti loro. Non tolgo il merito individuale ma io non coltivo l’individualismo perché ho troppi colleghi maschi, e diverse donne, che fanno dell’individualismo la loro droga. Nel mio team no, noi coltiviamo l’individuo. Sono un capo autobus. Si sale si impara si diventa un ricercatore  e talvolta si scende. In 18 anni al Besta ho avuto tanti ricercatori. Oltre 30 di loro dopo un periodo con me sono in giro in altri centri, molti sono bravi. Nessuno dei miei è rimasto senza un lavoro. Altri contribuiscono al successo e condividono i fallimenti da anni. Alberto Raggi, Davide Sattin, SIlvia Schiavolin, Chiara Scaratti assieme alla insostituibile Barbara Maistrello  sono da anni colonne. E poi ci sono Erika Guastafierro, Fabiola Silvaggi, Emanuela Sansone, Claudia Toppo, Michela Eingenman, Francesca Magnani.  La più giovane ha 24 anni, e ogni tanto arriva un figlio che porta sempre giovinezza nella vita anche se non è  tuo! Ho raccolto idee entusiasmo paure stanchezza risate lacrime. E loro spesso hanno raccolto questo di me. Abbiamo studiato assieme e studiamo ogni giorno. I più vecchi aiutano i più giovani, da sempre è così, e l’obiettivo è cercare di trovare ogni giorno qualche cosa che possa aiutare i pazienti. Non abbiamo adesso dei letti perché come unità trasversale lavoriamo con tutti i pazienti neurologici in tutti i reparti,  i nostri pazienti specifici sono quelli con disordini della coscienza che sono in tanti centri a Milano e fuori.
A nessuno dei ricercatori del Besta possiamo garantire un posto di lavoro stabile, sicurezza, e questo è durissimo, per loro ma anche per me. Condivido la nostra foto, con orgoglio e ringraziandoli tutti, perché non so se a tutti ho insegnato a costruire una barca, ma a tutti, parafrasando saint exupery, son quasi certa di.. aver  dato la nostalgia del mare e del navigare. E loro navigano.

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